Il libro è ispirato all’isola Macquarie, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove vengono conservati i semi delle specie vegetali di tutto il mondo, oggi esistenti. Non può definirsi un vero e proprio thriller ma l’ambientazione insolita, in una terra lontana e inospitale, un’isola vicina all’Antartide, coivolge totalmente. Il romanzo narra la vicenda di un padre vedovo e dei suoi tre figli che vivono in questa piccola isola con un faro. Sono i custodi dei semi, nella speranza di preservare la vita sulla terra in caso di una paventata futura catastrofe. L’arrivo di una donna, salvata da un naufragio sconvolgerà gli equilibri della famiglia. Ma il suo arrivo sull’isola nasconde un segreto che verrà svelato poco per volta… I capitoli hanno i nomi dei vari personaggi e si susseguono dando vita alla storia che ti prende e ti appassiona pagina dopo pagina. Si curamente toccante il rapporto genitori figli. La natura bellissima e incontaminata viene descritta minuziosamente: freddo intenso, fauna importante, foche balene e pinguini, fanno da corollario ad una suspence che gradualmente si manifesta. È una storia che parla di famiglia, dolore e rinascita, perdita e speranza ma anche di fragilità del nostro pianeta. Libro che offre molti spunti di riflessione, una bella storia intensa e profonda che lascia dentro un silenzio pieno di significato. Pina Macrì.
Contro Maestro Ciliegia. Commento teologico a ” Le avventure di Pinocchio”. Giacomo Biffi.
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, è una delle favole più lette al mondo, la figura del burattino fa parte della memoria di tutti. Il Cardinale Giacomo Biffi, qualche anno fa, ha realizzato un saggio magistrale che svela e approfondisce i simboli nascosti da Collodi, trasformando la lettura della fiaba in una riflessione umana, teologica, esistenziale. La differenza tra burattino e figlio, comprende la sintesi del dramma dell’uomo contemporaneo, con le sue inquietudini e le sue difficoltà, le sue gioie e la sua crescita: Pinocchio non è più un racconto per bambini bensì una metafora della nostra vita. Partiamo dalla figura di Maestro Ciliegia, visto come l’emblema della mentalità materialista e moderna. A cosa serve un pezzo di legno? Si può utilizzarlo per il caminetto o al massimo potrebbe diventare una gamba da tavolino! I materialisti non mancano di logica, mancano di immaginazione, più che del ragionamento sono sconfitti dalla fantasia. Geppetto, vecchietto tutto arzillo, è anche lui un artigiano che lavora il legno e pensa subito di fabbricarsi un bel burattino. Tutti i protagonisti : da Pinocchio che diventato autonomo si allontana dalla casa del Padre, da Geppetto il Creatore, al Grillo parlante che rappresenta la nostra coscienza, al Gatto e la Volpe, i cattivi che sollecitano al male del mondo esteriore, a Lucignolo, l’amico del cuore e la grande tentazione per il paese dei balocchi, al burattinaio Mangiafoco, alla bella bambina, materna e affettuosa, dai capelli turchini come il colore del Cielo, tutti ci aiutano a comprendere le esigenze più profonde dell’umanità, il vero senso della vita e il senso religioso. Ho apprezzato questo libro, leggendolo lentamente, per meglio assaporare e gustare i concetti teologici contenuti. Spero proprio che la mia breve recensione stimoli alla lettura di questo saggio, perché ho il dubbio di non essere riuscita a far comprendere bene il valore e l’importanza di questo libro, lettura essenziale per i cattolici e stimolante per tutti i non credenti. Pina Macrì.
Tre nomi. Florence Knapp.
Opera prima di Florence Knapp che ha avuto una grande risonanza in Inghilterra e in America. Il Times dice: dovete assolutamente leggere questo libro! Ed io l’ho letto! L’ho apprezzato, sia per l’originalità della storia raccontata che per la scrittura fluida e scorrevole; un romanzo d’esordio che ha avuto il meritato successo! Una delle premesse più interessanti, è l’idea che il nome di battesimo possa determinare il percorso di ogni essere umano. Cora ha appena partorito il suo secondo figlio, adesso deve andare all’anagrafe per registrarne la nascita. Le alternative sono tre: chiamarlo Bear come vorrebbe la sorellina di nove anni, Gordon preteso dal padre, uomo violento, manipolatore e prevaricatore, oppure Julian come lei desiderava? È intrigante pensare come questa scelta possa condizionare e dirigere la sua esistenza. La narrazione , rapida e accattivante, alterna diverse prospettive e linee temporali. Il concetto di famiglia è uno dei temi principali del romanzo, anche se alcuni passaggi sono molto forti e disturbanti, si narra non solo di perdita e di dolore ma anche di rinascita e di speranza. Il finale è originale e inaspettato! Pina Macrì.
Fox . Joyce Carol Oates.
La Oates si colloca ai vertici della letteratura americana contemporanea, la sua grande capacità è quella di sondare e scandagliare l’animo umano in maniera quasi chirurgica. È un racconto di non facile lettura questa storia, occorre entrare nella vicenda con calma, senza fretta, fermandosi di tanto in tanto per… respirare! Il personaggio principale è un docente di inglese di una scuola media. Dalle prime pagine scatta un’antipatia nei suoi confronti, è sgradevole e inquietante e si finisce con il detestarlo fin da subito. È che dire delle fragili ragazzine che riesce a soggiogare, annientare e distruggere? Terribile! Ho apprezzato particolarmente la capacità che la scrittrice ha nel comunicare la ferocia del male che si nasconde, si camuffa con un linguaggio tenero e graziato che fa rabbrividire. Pina Macrì.
Sotto la pioggia gentile Olafur Johann Olafsson.
All’inizio della pandemia Covid – 19, Kristofer rimasto vedovo che vive in Islanda, riceve la diagnosi di una forma precoce di demenza. Consapevole che i suoi ricordi potrebbero presto svanire, decide di chiudere il suo ristorante e partire per un viaggio, alla ricerca del più grande mistero della sua vita: il suo primo amore scomparso all’improvviso cinquant’anni prima, ritrovata casualmente su Facebook. Ho apprezzato questo romanzo per la sua sobrietà ed eleganza. Ambientato in parte in Islanda , Londra e Giappone , racconta di un amore del passato che porta in sé il seme della speranza. Ho amato il ritmo pacato, la scrittura fluida e l’alternanza tra passato e presente, con dei personaggi che ti restano addosso con una tenerezza che scalda il cuore. Oscilla tra fiaba e malinconia con la speranza di una seconda opportunità e la delicatezza dell’amore in tarda età. Il racconto delicato è ricco di temi storici molto tosti che vengono però affrontati senza turbare eccessivamente il lettore, sullo sfondo la tragedia di Hiroshima. La trama si svela piano piano ed entra lieve nel cuore, non mancano suspence, né un’ottima caratterizzazione dei diversi personaggi. È un romanzo sulla memoria e la sopravvivenza, “sono e rimango una hibakusha”, dice la protagonista ( termine giapponese che indica i sopravvissuti alla bombe atomiche), il primo amore, il pregiudizio e la paura. Dal libro è stato tratto un film dal titolo Touch del 2024 diretto dal regista islandese Kormakur. Pina Macrì.