Ambientato negli anni sessanta del secolo scorso, l’autrice salentina ci coinvolge con una storia familiare di grande impatto emotivo, raccontando la vita di quattro sorelle molto unite fra di loro. Tra gioie e dolori, in un epoca di profondi cambiamenti , si parla di emancipazione, di costume, di cinema e musica, in una famiglia del Sud, patriarcale e sessista. Il padre, violento e ottuso, cerca in modo coercitivo di imporre il suo volere, indirizzare la vita e le scelte delle figlie , diverse tra loro e con caratteri ben delineati. La narrazione è in prima persona della piccola Mimi’ che manifesta sin da bambina la sua passione per il cinema e sogna di diventare una grande regista alla stregua di Fellini. Quello che colpisce è il legame profondo e sincero che accomuna le sorelle, sempre pronte a sostenersi e a proteggersi a vicenda. Tutto è narrato in modo semplice e scorrevole, l’autrice è in grado di affrontare temi importanti ( amore, tradimenti, rivolte studentesche ) senza appesantire la trama che scorre fluida. “Devi volare. Promettimelo. Le ultime parole di questo meraviglioso racconto. Secondo me*, è il romanzo più riuscito di Francesca Giannone che conferma il suo talento e non fa rimpiangere il precedente successo, La portalettere.
Recensione di: Prof.ssa Pina Macrì*
Michele Mari. I convitati di pietra.
La trama è originale, ma nonostante la brevità del racconto, circa 160 pag, dopo i primi capitoli, il meccanismo narrativo non decolla, diventa anzi ridondante e noioso.
L’idea di base è la seguente: 30 compagni di una terza liceo, nel lontano luglio del 1975, dopo la maturità, decidono di versare una quota annuale in un fondo comune. Il patto prevede che il tesoro accumulato nel tempo andrà suddiviso agli ultimi tre superstiti. Non c’è un solo dialogo e i personaggi sono descritti in modo impersonale e privi di empatia. Il lettore fatica ad essere catturato dalla lettura spesso asettica e disturbante.
Recensione di: Prof.ssa Pina Macrì
Alcide Pierantozzi. Lo sbilico, Romanzo autobiografico, originale,
Coinvolgente e introspettivo. Diario personale e intimo di un “essere umano difettoso”, si parla di malattia mentale e di autismo, che non può lasciarci indifferenti. Forte, intenso e drammatico ma assolutamente da leggere!